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Cade la barca dall’invaso, chi paga?

Barca posizionata su invaso regolabile e carrellabile presso Cantiere Polaris Marsala

Nautica e Diporto

Cade la barca dall’invaso, chi paga?

Se la barca cade dall’invaso, chi deve pagare?
Nel dubbio ecco alcuni suggerimenti di Riccardo Guidi.

Accade sempre più spesso di vedere sulle varie riviste di settore immagini di foto di barche crollate a terra nei piazzali per problemi di selle mal costruite o puntelli ceduti al primo colpo di vento forte. La settimana scorsa il famosissimo Farr40 “Enfant Terrible” è caduto per un invaso poco stabile, causando gravissimi danni all’imbarcazione.

Enfant Terrible caduto dall’invaso

                                                                                                        Enfant Terrible caduto dall’invaso

La tempesta Zeus che ha attraversato a inizio mese la Francia ha fatto molti danni in Bretagna. Meteo France ha in particolare registrato record di velocità in Finisterre con un picco di 193 km / h in Camaret, record assoluto di vento per questa città costiera. A Ouessant è stato registrato un picco a 190 chilometri all’ora Lunedì mattina. Sull’isola di Groix sono stati misurati venti a 179 chilometri all’ora.

 

Statisticamente quando il vento è maggiore di 118 km/h per una media 10 minuti, viene dichiarato forza 12 Beaufort, vale a dire, un ciclone e in questo così è stato.
Il ciclone ha causato ingenti danni in parecchie località costiere della Francia nord atlantica. Pontili alla deriva, barche in rimessaggio crollate a terra, affondamenti.

E proprio a proposito di danni avvenuti nei cantieri alle barche rimessate su invasi o su puntelli che poniamo il focus di un annoso problema di “responsabilità civile” su danni a cose.
Responsabilità che le compagnie assicuratrici degli armatori e dei cantieri si rimpallano a vicenda a danno del proprietario dell’imbarcazione che rischia di vedere i suoi danni risarciti dopo molto tempo o, in mancanza di una polizza kasco, spesso non risarciti affatto.
Questo perché magari la copertura del cantiere non prevedeva risarcimento in caso di “eventi metereologici straordinari”.

E per evento straordinario non trascuriamo neanche eventuali scosse di terremoto, purtroppo di grande attualità in alcune aree del nostro paese, o alluvioni (molti cantieri sono spesso in aree adiacenti foci o argini di fiumi soggetti a piene straordinarie), o fortissimi colpi di vento e trombe d’aria sempre più frequenti anche alle nostre latitudini.

Un’altra contestazione da parte delle compagnie assicuratrici potrebbe essere elevata in merito alla qualità della picchettatura o delle selle utilizzate dal cantiere, che quasi sempre sono costruite artigianalmente senza alcuna omologazione.

E qui sorge un ulteriore problema: chi omologa, su quali caratteristiche tecniche e in base a quale normativa.

Non ci sono attualmente standard o regolamenti, neppure a livello europeo, che stabiliscano standard e regole di rimessaggio di imbarcazioni a terra.Ci sono costruttori di supporti per picchettaggio (tipo la francese Nautipark) un po’ più attenti, che hanno provato a standardizzare i loro prodotti attraverso un’omologazione CE, che riguarda però dei singoli particolari di blocco, come appunto i supporti regolabili, ma non un intero sistema di culla e di stoccaggio.

Taccatura vela osmosi

Purtroppo pensiamo che questo problema non sarà oggetto di normativa e di regolamentazione in tempi brevi e il diportista può solo cercare di limitare il rischio attraverso piccole e semplici accortezze nella scelta del cantiere dove sosterà la sua barca, per invernaggio o per semplice manutenzione.

E’ importante, soprattutto se non si ha una copertura totale sui danni all’imbarcazione:

  • scegliere un cantiere anche in base ai metodi di posizionamento sul piazzale, meglio se utilizza invasi anziché puntelli e taccature
  • accertarsi che il cantiere abbia una copertura assicurativa per danni da caduta
  • che tali danni siano coperti anche in caso di eventi meteorologici e ambientali straordinari
  • aggiungere la clausola nel contratto di rimessaggio stipulato con il cantiere
Barca posizionata su invaso regolabile e carrellabile presso Cantiere Polaris Marsala

                                                     Barca posizionata su invaso regolabile e carrellabile presso Cantiere Polaris Marsala 

 

Sicuramente rimessare una barca, soprattutto di grandi dimensioni, su culle o su supporti studiati, collaudati e costruiti industrialmente è più sicuro rispetto ad un supporto artigianale costruito con tubi innocenti, picchetti e tasselli di legno che, molto spesso, già a vista, danno un enorme senso di precarietà.

Peschereccio taccato

Girando per porti di queste situazioni se ne incontrano parecchie e, in questi casi… c’è solo da sperare che Madre Natura ce la mandi buona.

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Il Team Editoriale di Searound Magazine vi da il benvenuto.

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