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Cara bolina non mi freghi più: come non impazzire quando le vele “fanno le pieghe”

Nautica e Diporto

Cara bolina non mi freghi più: come non impazzire quando le vele “fanno le pieghe”

 

Questo articolo è stato gentilmente concesso dal Giornale della vela

Con poca aria e mare piatto, oppure con sventagliate oltre i venti nodi e mare agitato, ecco un vademecum per settare al meglio le vele in ogni condizione, senza perdere velocità e rimanendo sempre in sicurezza.

Quante volte siete impazziti per capire perché la vostra randa faceva tutte quelle pieghe vicino all’albero? E il genoa quando lungo lo strallo trovate pieghe orizzontali, altre volte verticali. è tutta una questione di regolazione della drizza, spesso un po’ sottovalutata. In realtà, oltre alle drizze, è importante che teniate sempre conto della tensione del paterazzo (speriamo l’abbiate regolabile!). Cazzarlo è molto utile quando c’è vento forte, perché in questo modo “scarichiamo” la potenza della parte alta della randa, limitando in questo modo la tendenza allo sbandamento. Per rendervi poi conto se avete esagerato a cazzare il paterazzo, osservate la randa. Vi ritroverete con delle pieghe che partono dal boma e rimontano in diagonale verso l’albero.

Schermata 2016-05-26 alle 17.03.09

Schermata 2016-05-26 alle 17.03.29

Il Team Editoriale di Searound Magazine vi da il benvenuto.

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