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La leggenda delle fate di Regina

Mitologia & Storia

La leggenda delle fate di Regina

La leggenda delle fate di Regina racconta la storia di un giovane accecato dall’amore, non corrisposto, per una fata.

La leggenda delle fate di Regina è la storia legata a questo piccolo borgo nel quale il clima era sempre mite e la gente era sempre felice.

Si racconta che questo paese fosse abitato da fate, le quali, quando passavano, lasciavano una scia di profumo inebriante che contaminava tutto l’ambiente.

Un giovane facente parte della famiglia Brunelli, una delle più nobili di Regina, si era innamorato perdutamente di una di queste fate.

Un giorno, durante la festa del Corpus Domini, il giovane, confesso il suo amore alla fata che però non lo ricambiava.

Il ragazzo, non accettò il rifiuto e, con un colpo di spada, distrusse la croce che la creatura portava in processione.

Le fate rimasero sdegnate dal comportamento del ragazzo e per questo maledissero lui, la sua famiglia e tutti i loro averi. Maledissero anche il borgo di Regina, il quale sarebbe andato in rovina e sarebbe rimasto abitato solo da topi, serpi e, di notte, da gufi e civette. Le case sarebbero diventate ruderi e il borgo avrebbe assunto la forma di un coltello incastrato tra i due versanti della montagna.

Cosi Regina, che era un paese circondato da colline, boschi e pianure, diventò sempre più un paese abbandonato.

Il borgo che, poco tempo prima, era un magnifico paradiso felice diventò un posto lugubre. Il suo nome fu cambiato da Regina in Rejina che nel dialetto locale significa rovina. La rovina della loro esistenza. Le fate, non tornarono mai più a Rejina.

Ancora oggi, se ci si reca a Messina, vicino al letto del torrente Boccetta, si può vedere il borgo ormai del tutto abbandonato con la sua forma a coltello che sembra scivolare a valle dentro il torrente.

Il Team Editoriale di Searound Magazine vi da il benvenuto.

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