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Le streghe di Triora – le bàzure

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Le streghe di Triora – le bàzure

Le streghe di Triora sono delle donne protagoniste di uno dei processi inquisitori più grandi d’Italia.

Le streghe di Triora sono un gruppo di una ventina di donne che vennero imprigionate con l’accusa di stregoneria. Il processo inquisitorio durò molti anni e vide lo svolgersi di molte vicende.

La storia delle streghe di Triora comincia nel 1585 quando il paese venne afflitto da una carestia che portò alla morte di buona parte della popolazione.

Le persone cominciarono a pensare che la causa della carestia fossero le streghe, di preciso, le donne che abitavano il quartiere più povero del borgo.

Il governo di Triora decise di indire un processo e volle che a occuparsene fossero il vescovo di Albenga e il suo vicario. I due si recarono a Triora e durante la messa invitarono chiunque sapesse qualcosa a farsi avanti.

Vennero denunciate 20 donne e furono preparati i luoghi degli “interrogatori” che consistevano in vere e proprie torture. Questi luoghi sono ancora oggi visibili a Triora: casa “del Meggia” detta anche “Ca’ de beggiure” che in dialetto significa “casa delle streghe” e “Ca’ di spiriti”.

A causa delle torture ci furono due vittime e, vista la violenza che stava assumendo il processo, gli Anziani del paese decisore di chiedere aiuto esterno attraverso una lunga lettera.

La missiva informava il doge di Genova su quanto stava avvenendo a Triora.

Il doge, sollecitò con una lettera il vescovo chiedendo spiegazioni su quanto stava avvenendo a Triora.

Il vescovo di Albenga rispose dicendo che le morti erano avvenute non per le torture, ma perché le donne erano impossessate dal diavolo e avvertendo che il processo inquisitorio non sarebbe proseguito oltre. I vicari andarono via da Triora ma non liberarono le streghe arrestate.

La popolazione chiese nuovamente a Genova di portare a termine il processo.

Il governo genovese inviò un inquisitore a Triora che liberasse le innocenti e condannasse le colpevoli. L’inquisitore condannò tutte le donne eccetto una ragazza.

La carestia però non migliorava e nel 1588, Genova inviò a Triora un commissario speciale che invece di chiudere il processo accusò altre donne di stregoneria.

I verbali degli interrogatori alle streghe, vennero mandati a Genova per l’approvazione delle scarcerazioni e di quattro condanne a morte.

Genova rispose che non vi erano le prove necessarie per procedere alle condanne. Nonostante questo, il commissario non  cambiò idea, anzi, si aggiunse una quinta donna da giustiziare. Genova allora, per vederci chiaro, mandò tre giudici a Triora e anche questi optarono per la pena di morte.

Il Senato genovese fu così costretto ad approvare la condanna.

Il “processo di Triora” è stato uno dei processi contro le streghe più grandi in Italia.

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