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Oceania, mare e avventura!

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Oceania, mare e avventura!


Duemila anni fa in un’isola della Polinesia. L’adolescente Vaiana, figlia del capo della comunità, sa che diventerà la futura guida della sua gente, ma qualcosa non la rende serena: tutte le attività di sussitenza sembrano compromesse da un oscuro male, e il richiamo dell’Oceano che avverte da quand’era piccola non è mai stato così forte. Su consiglio di sua nonna Tala, andrà alla ricerca del cuore della dea della natura, Te Fiti, sottratto anni addietro dal semidio Maui, che ora dovrà proprio dare una mano a Vaiana…

Nell’anno che ha regalato all’appassionato Disney l’inaspettato Zootropolis, il valore più silenzioso di Oceania, 56° lungometraggio animato del canone Disney, rischia di non essere colto immediatamente. Con la relativamente ampia libertà creativa che John Lasseter ha lasciato ai Walt Disney Animation Studios, un “musical con principessa” diretto (e in parte scritto) da John Musker & Ron Clements, simboli viventi del Rinascimento degli anni Novanta (La sirenetta, Aladdin), sembra fuori tempo massimo. Frozen è stato un successo colossale, ma il suo valore di novità era già sbandierato nello stesso materiale promozionale, dove le principesse erano due.

Oceania ruota invece sulla singola protagonista femminile forte che iniziò a prender forma proprio dalla Sirenetta; ha una spalla maschile mutaforma e sopra le righe nel dio Maui (tipo Genio di Aladdin?); ha una nonna che tutto capisce (Nonna Salice di Pocahontas? Nonna Fa di Mulan?); ha due animaletti buffi comprimari (il maialino però è inutile e viene presto dimenticato); usa infine le piacevoli canzoni di Mark Mancina, Opetaia Foa’i e Lin-Manuel Miranda per sottolineare gli snodi del plot (molto centrata “You’re Welcome / Prego“). Dal di fuori, verrebbe di dare ragione ai detrattori Disney: timbrata di cartellino?

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Fonte Comingsoon.it

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